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Ridurre le diseguaglianze di genere nel settore turistico

  • Mersia Carboni

Un passo verso la sostenibilità

 

Il turismo aiuta raggiungere l’empowerment femminile?

Le donne sono la maggioranza della forza lavoro nel turismo: 54% contro il 39% della media generale. Inoltre il turismo sfida e abbatte progressivamente le discriminazioni di genere: in Marocco le donne hanno ottenuto per la prima volta l’abilitazione di guida turistica; easyJet in Gran Bretagna ha raddoppiato il numero delle donne pilota tra le reclute; a capo dell’associazione degli albergatori dell’Uganda c’è Jean Byamugisha, ossia per la prima volta una donna. 

E in Italia?

La componente lavorativa femminile nel Turismo è del 60%, anche se con importanti differenze - circa il 20% - tra nord e sud. Positivo anche il fronte della contrattualizzazione, soprattutto nelle grandi imprese, dove le donne risultano assunte a tempo indeterminato per l'88,8% contro il 78,5% degli uomini, anche se per le prime si ricorre molto più spesso a contratti a tempo parziale e alla collaborazione coordinata e continuativa.

Quali sono le strade ancora da percorrere?

A ricoprire ruoli quadro e dirigenziali sono soltanto, rispettivamente, il 36,7% e il 33,8% delle donne, con picchi al ribasso nel Mezzogiorno e nelle grandi imprese in genere. Tale dato non dovrebbe tuttavia stupire se messo a confronto con quello relativo alle richieste, da parte delle aziende, di personale in possesso di titoli di studi superiori: oltre il 40% per gli uomini, meno del 25% per le donne, a dispetto, peraltro, dell'importante contributo qualitativo, oltre che quantitativo, che queste apportano al settore. Alle donne, quindi, si offrono ancora oggi posti di lavoro di livello inferiore. 

Inoltre, pur essendo inferiore rispetto alla media generale (16,8%), anche nel settore turistico, a parità di mansione, le donne guadagnano una percentuale in meno rispetto agli uomini, esattamente il 14,7% in meno. 

Se l’intero comparto turistico invertisse questa tendenza, verso l’uguaglianza di genere anche sotto questo punto di vista, contribuirebbe al raggiungimento quinto obiettivo dell’Agenda 2030. Il goal in questione mira a ottenere la parità di opportunità tra donne e uomini nello sviluppo economico, l’eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti di donne e ragazze e l’uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione. 

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