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Il cibo e i viaggi ci rendono felici: viaggiare per mangiare

  • Valentina Cadeddu

A metà strada tra il turismo culturale ed esperienziale

Quanto è bello viaggiare e assaporare nuovi posti e nuove esperienze tramite il cibo locale? Il turismo enogastronomico è quella forma di turismo che si riferisce all'esplorazione delle realtà dedicate alla cultura della cucina di un determinato territorio. Questa, infatti, è ormai divenuta motivazione di viaggio per un numero sempre maggiore di turisti alla scoperta di sapori e tradizioni autentiche. Si dice che per conoscere la cultura di un luogo bisogna assaporarne i cibi e le bevande tipiche locali (Long, 1998), ed è proprio questo l’obiettivo che si pone il turista “enogastronomico”.

 Perché il cibo ci rende felici?

La felicità è un’emozione legata a una sensazione affettiva, un’esperienza, un film, un paesaggio, una pietanza. Nel caso di quest’ultima, può essere dovuta al valore emotivo della  memoria gustativa, ovvero quando mangiamo un cibo che ci ricorda un determinato momento della nostra vita, il ricordo lascia una sensazione di buon umore e felicità. Si tratta di elementi immagazzinati in modo inconscio, ma che possono influenzare i nostri comportamenti. Ma la memoria gustativa non è l’unica a condizionare le nostre emozioni: infatti alcuni cibi producono neurotrasmettitori come la serotonina che rilasciano una sensazione di felicità e possono contribuire a migliorare l’umore. 

Anche bere (moderatamente) in compagnia influenza positivamente l’umore poiché tende ad attenuare la tensione presente in alcuni momenti della nostra vita. La combinazione perfetta per la felicità è spesso data da cibo e vino, specialmente se accompagnati da persone per noi importanti e/o che ci fanno stare bene. É così che il turismo enogastronomico fonde questi due elementi rendendoli motivo principale del viaggio.

 

Mercato e tendenze del turismo enogastronomico nel 2021

Il turismo enogastronomico non è più considerato un mercato di nicchia poiché sempre più in crescita e in continua diffusione tra diverse tipologie di turisti. Tale forma di turismo non è volta solo a valorizzare il cibo come cucina, bensì anche il territorio e la cultura locale, cercando di rispettare sempre più le tradizioni e l’ambiente. Anche la vendita di prodotti locali, punti di informazione e laboratori sulla cucina tradizionale contribuiscono a rafforzare l’immagine e l’identità del luogo, diventando vere e proprie attrazioni turistiche. A tal proposito il ruolo assunto dall’innovazione può sembrare quasi impossibile ma se ben equilibrato, un prodotto può essere innovativo e, nel contempo, salvaguardare l’autenticità del luogo, riuscendo a far raggiungere il vantaggio competitivo alla destinazione. L’enogastronomia è uno strumento che in combinazione con altri elementi del territorio permette anche di differenziare l’offerta del territorio e risolvere il problema della stagionalità. 

Date le circostanze attuali, una volta tornati a una sorta di “normalità”, le persone saranno sempre più propense a viaggiare e cercheranno di rifugiarsi fuori città per vivere esperienze di qualità e dedicare più tempo non solo a se stessi, ma anche alla compagnia di amici e famiglia. Il tema centrale del 2021 continuerà a essere la sostenibilità anche nel mondo dei viaggi, prediligendo scelte strategiche sempre più consapevoli.

 

Adottare un approccio sostenibile per la felicità di tutti (anche del pianeta!) 

Un utilizzo consapevole delle risorse e lo sviluppo di un’immagine che valorizzi gli operatori del territorio permettono di raggiungere la sostenibilità in termini economici,  ambientali e sociali.  Essendo un aspetto molto apprezzato dai turisti, che sempre più frequentemente sono attenti all’acquisto di prodotti biologici, etici e a chilometro zero, le aziende sono incoraggiate a investire sulla sostenibilità, divenuta ormai fonte di valore aggiunto e di vantaggio competitivo.

Chi saranno i maggiori turisti enogastronomici?

Millennial: conosciuti per la continua ricerca di esperienze, legate anche al mondo della gastronomia. In modo particolare vogliono scoprire l’autenticità del luogo e partecipare ad attività differenti rispetto a quelle tipiche del turismo di massa. Sebbene solitamente abbiano un budget ristretto, non si limitano a un tipo di turismo “passivo” e ricercano qualità.

Senior: turisti over 65 caratterizzati da una maggiore possibilità economica e tempo a disposizione. Spesso combinano il turismo enogastronomico con quello culturale e del benessere, all’insegna di una vacanza estremamente piacevole e rilassante.

Generazione Z: nonostante la loro giovane età sono curiosi di iniziare a viaggiare per scoprire il mondo. La loro esperienza si baserà specialmente su informazioni raccolte su piattaforme digitali, social network e figure sempre più in crescita come i food blogger.

 

 

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