Turismo rigenerativo

  • Valentina Cadeddu

Il nuovo trend che aiuterà l’economia del turismo

 

Il turismo, settore che per gli ultimi 9 anni è cresciuto a un ritmo più sostenuto rispetto al PIL mondiale, è stato decimato dalla pandemia provocando perdite di 3,4 trilioni di dollari e 121 milioni di posti di lavoro (WTTC). Nonostante ciò, si pensa che, dopo che sarà reso disponibile il vaccino, il turismo si riprenderà, rendendo il settore ancora più fiorente, ma con delle caratteristiche molto importanti: più verde, più intelligente e meno affollato.
In aggiunta al turismo sostenibile, che prevede di controbilanciare l'impatto sulla società e sull'ambiente, vi è il turismo rigenerativo. 

Ma che cos’è?

Il termine turismo rigenerativo è stato coniato partendo dai concetti di sviluppo rigenerativo, applicato già a diversi settori. E’ una forma di turismo che incoraggia i visitatori a contribuire a lasciare la destinazione migliore di come l’hanno trovata loro. Gli impatti del turismo rigenerativo verrebbero distribuiti in modo olistico, con particolare riguardo alla destinazione, alla comunità e all’ambiente. 

 

Baker, fondatore di OneSeed Expeditions (tour operator di viaggi d’avventura), sostiene che al momento le aree più “bisognose” non sono quelle dove si concentrano le attrazioni turistiche, bensì quelle che si trovano al di fuori del circuito turistico, e sono quelle le aree verso cui vorrebbero “dirottare” i benefici del turismo.

Anna Pollock, fondatrice del Conscious Travel (azienda di formazione e consulenze nel turismo) sostiene che il turismo rigenerativo sia un concetto riducibile al lato dell’offerta in quanto prevede un maggiore impegno da parte degli attori verso l’ambiente e la comunità. Ma non è proprio così: anche il turista ha un ruolo molto importante. Questo infatti dovrebbe avere la sensibilità e la consapevolezza di saper essere ospite, partecipando a iniziative che lo mettono in contatto con la comunità locale, in modo tale che vengano trasmessi valori importanti quali la passione per la propria terra, il passato e il cibo locale, rendendo le storie e i racconti il fulcro dell’attrazione. 

Se per tanti anni il successo del turismo è stato definito dagli elevati numeri di visitatori di una certa destinazione, l’associazione nazionale Tourism New Zealand, sta pensando di misurare il fenomeno non solo in termini economici, ma prendendo in considerazione anche il benessere del paese, della natura, della salute della popolazione e delle identità della comunità. Questo bisogno di riequilibrio era già sentito anche prima della pandemia e veniva espresso sotto il concetto di turismo sostenibile. 

Turismo sostenibile e rigenerativo vs overtourism

Se attualmente la sostenibilità sta contribuendo al rallentamento di un processo degradante, il turismo rigenerativo si occuperà di recuperare e rigenerare la capacità di vivere il turismo con nuove consapevolezze verso il rispetto del pianeta.

Nonostante i pareri discordanti, entrambi nascono in risposta al problema dell’overtourism, fenomeno che ha registrato numeri esagerati di visitatori in certe destinazioni del mondo. A tal proposito, l’ex vice presidente delle autorità turistiche delle Hawaii dichiara che l’immagine che la gente ha delle Hawaii è diventata una maledizione per la comunità, che ne subisce le conseguenze più devastanti. 

 

Per concludere...

Il turismo sostenibile deve ancora cercare soluzioni per le emissioni di CO2 prodotte dai viaggi aerei. Nel frattempo, aspettando che l’economia si riprenda, sicuramente vi saranno meno spostamenti o, la maggior parte avverrà principalmente via terra con l’utilizzo di automobili, treni, biciclette o a piedi. Questo momento deve essere preso come un’opportunità per riflettere, affinché si possa dare inizio al processo di rigenerazione e costruire una nuova relazione con la vita. La rigenerazione è un ciclo continuo di rinascita, senza cui non è possibile sostenere il pianeta.

Definire i fattori che contribuiscono a rendere un posto migliore non solo richiede il coinvolgimento della comunità locale nei processi decisionali dei proponenti del turismo rigenerativo, ma anche delle conoscenze adeguate.

 

 

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